Status degli eBook – Intervista a Luigi Milani

Su LePagine è uscita una bella intervista a Luigi Milani dove, tra le cose artistiche, si parla anche del momento degli eBook. Eccovi un rapido copiaincolla:
Leggere un libro tradizionale e un ebook, qual è la differenza e secondo lei perché si dovrebbe compare l’uno piuttosto che l’altro?

Non vedo differenze sostanziali. Il contenuto di un libro resta tale, a prescindere dall’essere stampato su carta o memorizzato e reso disponibile su supporto digitale. A rischio di contraddire il grande McLuhan, direi che in questo caso il medium non è il messaggio. Nell’industria dell’entertainment, dalla musica al cinema, il fenomeno è ormai consolidato. Film e album musicali da vari anni ormai non sono più legati al supporto fisico di cd e dvd, ma non per questo non si ascolta meno musica o si vedono meno film. Né possiamo ignorare un importante dato di fatto, e cioè che le nuove generazioni, quelle dei cosiddetti “nativi digitali”, non hanno difficoltà a leggere testi su schermi di varie forme e dimensioni, dallo smart phone al tablet, al net pc. Molti hanno da tempo rinunciato all’acquisto di quotidiani e riviste cartacei, perché considerati arcaici e ingombranti.
Quanto alla seconda parte della domanda, non porrei la questione in termini di contrapposizione tra il libro cartaceo e quello digitale. Credo che infatti che entrambi i… “supporti”, per usare un linguaggio di derivazione informatica, siano destinati a convivere per molto tempo ancora, anche se all’estero il sorpasso del digitale sul cartaceo – in termini di vendite – è già realtà, come è avvenuto nel caso di Amazon. Certo, la situazione nel nostro Paese è ben diversa, ma si registra comunque un forte interesse nel pubblico verso l’universo degli ebook.  E quindi, in definitiva, ho idea che sarà il lettore a decidere in quale formato acquisterà il libro desiderato, a seconda delle sue esigenze.

2 pensieri su “Status degli eBook – Intervista a Luigi Milani

  1. diegod56

    quanto è scritto qui è giusto, ma non entra nel vero «snodo» del tema:

    essendo semplice creare ebook (siano essi pdf o e-pub), assisteremo al disgregarsi della figura dell'editore?

    chiunque, sulla rete, può pubblicare quel che scrive senza alcun filtro o costo di distribuzione, e questo può essere che cambi proprio «il senso» dello scrivere, del pubblicare

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  2. zoon

    no, non si può disgregare la figura dell'editore perché non è soltanto colui che diffonde l'opera, ma è anche il soggetto che cura l'edizione, guida l'autore, individua i punti da correggere; tutta la cura editoriale rimane pari pari nell'edizione digitale, solo non avviene più su carta ma su supporto elettronico diffuso via internet.

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