Recensione di “Palo Mayombe” di Danilo Arona a cura di Valentino G. Colapinto

[LEtto su Liberi di Scrivere – a cura di Valentino G. Colapinto]

“Palo Mayombe” di Danilo Arona: 266 pp. brossura, prezzo di copertina €15,00 – Ebook acquistabile a 4,50€ da http://www.kipple.it [Kipple Officina Libraria, 2011].

Palo Mayombe, diciamolo subito, è un fottuto capolavoro. Danilo Arona è un mostro sacro dell’horror italiano e questo romanzo è una sorta di “Voodoo chile” letterario, un pezzo di bravura che dovrebbe far tremare i polsi a chiunque voglia accingersi a scrivere storie dell’orrore.
Mescolando sapientemente fatti di cronaca ai frutti “malati” di un’immaginazione sfrenata, Arona costruisce un horror perfetto che avvince, diverte, sorprende e inquieta capitolo dopo capitolo, senza stancare mai per oltre 260 pagine fitte di disavventure, colpi di scena, protagonisti intriganti, indagini che portano a esiti sconvolgenti.
C’è davvero tanta roba in Palo Mayombe: rock di qualità e occultismo post-moderno, avventure esotiche e sano splatter, l’amata-odiata Bassavilla e una sequela di paradisi (o inferni?) tropicali da Key West alla Giamaica, dalle Los Roques al Messico. E così è davvero difficile riassumerne la trama in poche righe.
Al centro di tutto, c’è il Palo Mayombe, oscuro e terribile culto sincretista di origine africana, sviluppatosi poi nei Caraibi. Ma ognuno degli undici capitoli di questo romanzo è una storia a sé, raccontata da un personaggio diverso, ciascuno vivo, credibile e a suo modo sorprendente.
Undici storie che si intrecciano, si sovrappongono e ruotano tutte attorno a un terribile rituale magico, la Cazuela, il maleficio della mano mozza, che colpisce uno dopo l’altro una serie di chitarristi, rei di aver sognato di possedere la “mano del diavolo”, ossia la mano di un genio come Jimi Hendrix o piuttosto quella di Endoqui, terribile demone delle selve congoliane?
Così tra cantanti pop scomparse e musicisti falliti, vescovi esorcisti e cacciatori di celebrità, iettatori che si improvvisano investigatori e zombi in fondo non troppo cattivi, Danilo Arona trascina il lettore in una sarabanda scatenata, in cui diventa difficile se non impossibile riuscire a distinguere la realtà dalla fantasia.
Solo alla fine del libro, tramite delle ricerche online, ho scoperto che il narcosatanista Adolfo de Jesús Constanzo e i fatti di Matamaros non sono affatto invenzioni letterarie, per quanto perfettamente amalgamate nel contesto. E inserito nel libro c’è anche un Requiem scritto da Sergio “Alan D.” Altieri per l’11 settembre e un articolo di Gianni Riotta scritto per Il Corriere della Sera. Perché Palo Mayombe ha una struttura narrativa ciclica e senza fine: «il Malongo ha sempre più fame. In giro, per il mondo, prolificano le Cazuele. Serve più gente, ogni giorno di più.»
Un’ultima nota: Palo Mayombe è stato originariamente pubblicato da Dario Flaccovio nel 2004, ma la qui presente è un’edizione riveduta e corretta dallo stesso autore, che ha provveduto a limare e arricchire un romanzo già di per sé fenomenale. Il libro è disponibile sia nel classico formato cartaceo che come ebook a un prezzo molto accessibile.

Il libro è disponibile in cartaceo qui e in ebook qui.

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