Siamo tutti Dr. Jeckyll?

Oggi, 160 anni fa, nasceva Robert Louis Stevenson, autore di romanzi avventurosi, poesie e novelle, tra cui l’antologia Le nuove Mille e una notte, un tentativo decisamente gotico di trasposizione.
Il suo romanzo L’isola del Tesoro (1883) resta uno dei più celebri romanzi per ragazzi, ma è Lo strano caso del dr. Jekyll e mr. Hyde (1886) il suo capolavoro.
Un romanzo dalle tinte fosche, che s’inserisce senza scossoni nel filone gotico-romantico ottocentesco, ma che anticipa Freud e le grandi scoperte della psicologia.
Il libro affronta lo “sdoppiamento della personalità”, una malattia sempre esistita, ma “riscoperta” dalla psicologia e classificata in diversi modi e ancora aoggi non del tutto individuata e soggetta a continui dibattiti.
Confusa in un calderone con l’accidia e la “melancolia” nel Medioevo, con la nascita della cosiddetta “scienza psicologica” (virgoletto perché la psicologia pur nascendo con le stesse intenzioni scientifiche galileiane, cioè la sperimentalità, a livello puramente teorico-scientifico è assimilabile alla scientificità della magia rinascimentale), assume il nome di shizofrenia, riconosciuta quindi come psicosi (malattia), ma oggi divisa in una galassia di sottocategorie, delle quali quella che affligge il nostro Jeckyll dovrebbe essere la sindrome da bipolarismo.
La sottocaterizzazione sembrerebbe un’evoluzione se non fosse che nel bipolarismo, o nelle sindromi depressivo-maniacali, ossessivo-compulsive, eccetera, si fanno rientrare una marea di disturbi psichici umorali tantoché oggi ho almeno una decina di amici a cui gli hanno diagnosticato uno di questi disturbi.
Sono tutti potenziali Mr. Hyde, serial killer o vampiri assassini? No, è la psicologia che perde colpi. Almeno così sostengo, da incompetente che sono, fino a una chiara smentita.
Insomma, si può assimilare il comportamento di Dr. Jeckyll, Ted Bundy, dei posseduti che hanno bisogno di veri esorcismi, con le persone che hanno sbalzi di umore?
Tra le altre cose, la psicologia dovrebbe essere al servizio della criminologia. Ma un sacco di delitti degli ultimi anni sembrano sfuggire a qualsiasi psicanalisi, quello della Franzoni su tutti, ma anche il “mondo parallelo” della famiglia Misseri.
La scientificità intenzionale della psicologia sembra naufragare in una galassia di credo non dissimili alla magia (che occultamente, anche se lentamente, sta evolvendo anch’essa, con risultati analoghi: la polizia spesso fa uso di “medium” ottenendo risultati a volte più proficui che dagli psicologi).
Tutto questo lo dico senza prendere posizione contraria alla ricerca scientifica, che è necessaria, ma a favore della cautela. Cautela di fronte a una “scienza” che non ha ancora raggiunto una stabilità che la renda vicina alla fisica più che alla magia.

3 pensieri su “Siamo tutti Dr. Jeckyll?

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