Nat Schachner, chi era costui?

55 anni fa moriva Nat Schachner, uno dei più noti scrittori del boom dei pulp science-fiction degli anni Trenta.
Conosciuto per il ciclo di racconti “Past, Present and Future” in cui per la prima volta si affrontano in modo serio i paradossi temporali. Isaac Asimov ha affermato di essere stato influenzato da Schachner, soprattutto per il ciclo della Fondazione.
Fine del biglietto da visita, il resto ve lo potete leggere su wikipedia.
L’occasione è per parlare di quella che i critici hanno definito “L’età d’oro della fantascienza” e alcuni nostalgici “la vera fantascienza”.
In effetti in Schachner, come negli autori del suo tempo, c’è un connubio spontaneità-scientificità, ormai irreperibile.
Una spontaneità di stampo popolare, di romanzo d’appendice, un sense of wonder intuitivo, permetteva (e questo lo affermo conoscendo i numeri che vendevano i pulp magazine dell’epoca) una buona diffusione di riflessioni (sulle conseguenze dell’evoluzione tecnologica e scientifica) che oggi, paradossalmente, interessano una parte minore della società.
Ho utilizzato il temine “interesse” perché è naturale che per esempio i paradossi temporali siano ormai argomentazione accettata dalla maggioranza della popolazione istruita, ma questi “effetti collaterali” non destano lo stupore di una volta (per lo meno non fino a spingere un lettore a comprare libri di fantascienza!).
Che la tecnologia abbia ferito a morte la fantascienza è argomento diffuso, ma le discussioni sulla positività, l’iniquità o la neutralità della tecnologia continuano e interessano sempre di più.
Segno che i lettori, pur trovando ancora abbastanza opinabili certi argomenti, non li associano più al senso del meraviglioso.
Ormai è passato troppo tempo dalle straordinarie invenzioni di Verne: la tecnologia vive insieme a noi.
Ecco perché in 50 anni il genere Fantasy (a cui non interessa la scientificità e le conseguenze sociali della tecnologia) si è sempre più allontanato dalla speculative fiction (lasciandola peraltro in agonia, editorialmente parlando).
Ricette per superare l’empasse non se ne hanno, ma riflettere su cause e concause dell’assottigliarsi dei lettori di fantascienza può essere utile.
Questo perché sono convinto che la fantascienza in senso lato abbia ancora tutte le potenzialità dei tempi di Schachner, anche se sta perdendo sempre più il suo carattere di “popolarità”.

2 pensieri su “Nat Schachner, chi era costui?

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